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Venezia 78: Spencer, di Pablo Larrain

Un’altra icona femminile è protagonista del nuovo film di Paolo Larrain.

Come per Jackie anche con Spencer il regista cileno sceglie di raffigurare un momento preciso della vita della protagonista, nello specifico i tre giorni delle festività natalizie in cui una Diana sempre più soffocata dal ruolo assegnatogli decide di staccarsi dalla famiglia reale.

Larrain con i biopic ha una predilizione per i colori saturati e grigi che qui si sposano meglio allo scenario inglese rispetto all’eccessiva patina opaca di Jackie.

Gli abiti da indossare per ogni attività della giornata, i cerimoniali da rispettare, un’ immagine da proteggere sono una catena che non si addice ad una donna che viaggia da sola e si perde nelle campagne della propria infanzia nelle ore che precedono la vigilia di Natale.

La Diana probabilmente più autentica la vediamo nel prologo e nel finale, tutto il resto è uno spartito severo e angusto che segue ogni suo passo, movimento, azione o respiro, sottolineati da suoni di violino cupi e laceranti, in alcuni frangenti eccessivi.

Ma chi è davvero la Diana ritratta da Larrain? È una persona, una donna impossibilata ad affermare la propria identità, ad essere semplicemente una mamma piuttosto che un incastro prezioso di rituali e protocolli svilenti e snaturanti.

La postura contratta, un pò storta, l’affanno perenne definiscono la Diana di Spencer. Gli sguardi, i pochi scambi accompagnano un  contesto di eversività e rifiuto nei confronti dei compiti assegnateli. La Steward riesce efficacemente a tradurre tale approccio nelle sfumature di una donna in gabbia, portandola ad esprimrsi non tanto per ciò che dice o fa ma per quello che non fa, disattendendo un copione del quale lei non ha scritto le sue battute e delineato i desideri.

È nei momenti più semplici che scopriamo e vediamo la vera Diana; nella passeggiata sulla spiaggia, in un gioco realistico con i suoi figli, in una danza e una musica leggiadra e liberatoria, e nei campi rassicuranti della sua infanzia prima che diventasse sua Altezza Reale, quando era solo Diana, una Spencer.

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