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“Spera Teresa”: un mockumentary sul post-sisma

“Spera Teresa” è un mockumentary – parola macedonia che deriva dalla composizione dei termini inglesi mock, “fare il verso” e documentary, “documentario” – in pratica un finto documentario. Le riprese di questa commedia grottesca dal carattere decisamente sperimentale sono terminate la scorsa settimana e sono ora in fase di postproduzione. Ambientata a Tolentino, la storia ha come sfondo alcuni luoghi legati al recente sisma, come il villaggio cointaner della città. Il corto diretto da Damiano Giacomelli punta a far riflettere sul rapporto tra verità e finzione, attraverso un linguaggio contemporaneo immediato e anti-retorico.

 

Backstage “Spera Teresa”. Il regista Damiano Giacomelli, il direttore della fotografia Cristiano Coini con gli attori Rebecca Liberati e Stanley Igbokwe

 

“Spera Teresa” è la storia di una giovane cantante disabile – interpretata da Rebecca Liberati – decisa a sfondare nel mondo del liscio, nonostante le difficoltà dovute alla sua condizione fisica, al contesto post-sismico e agli improbabili aiutanti di cui si circonda. Il mockumentary  è stato prodotto da Sushi Adv. di Giordano Viozzi con Officine Mattòli Produzioni ed è uno dei vincitori del bando per progetti audiovisivi ambientati nel cratere sismico, emanato dalla Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission.

Tra gli interpreti troviamo artisti del territorio come la protagonista Rebecca Liberati – presente sin dal concepimento del progetto – insieme a Stanley Igbokwe, Mirco Abbruzzetti, Carlo Filocamo, Augusto Marinozzi, Gemma Sbrolla e Sergio Vexina. Da segnalare a parte è invece la partecipazione straordinaria di Iva Zanicchi, che si è prestata al progetto con un piccolo cammeo. Zanicchi ha infatti vestito i panni (e che panni!) di una storica e molto seguita cantante di liscio non vedente, da sempre punto di riferimento per la protagonista.

 

Iva Zanicchi e Damiano Giacomelli durante le riprese

 

“L’idea alla base di Spera Teresa nasce da alcune dinamiche legate all’immediato post sisma – ci racconta l’autore Damiano Giacomelli – e la scelta di metterlo in scena con questo linguaggio mi è subito sembrata funzionale. Abbiamo lavorato a cavallo tra finzione e documentario, calando la storia in contesti reali, cercando sempre di non tradire l’una né gli altri. Questo è stato possibile anche grazie all’affidabilità degli interpreti di questo piccolo esperimento. Tra le location scelte, anche i container in Via Cristoforo Colombo a Tolentino, dove abbiamo trovato grande disponibilità e interesse, soprattutto tra i residenti più giovani. Anche per questo ho deciso che tornerò a trovarli in Ottobre con un breve laboratorio audiovisivo“.

 

Sul set di “Spera Teresa” il regista Damiano Giacomelli con Iva Zanicchi e Rebecca Liberati

“Sul tema del post sisma lo scorso anno, con alcuni amici e collaboratori, abbiamo realizzato brevi spot per aiutare due enti nella raccolta fondi. Il primo per l’associazione Iononcrollo di Camerino e il secondo per ICOM Italia. Per progetti più strutturati invece ho ricevuto alcune proposte, ma non ho mai trovato una chiave di racconto convincente. Pur non affrontando direttamente la questione – conclude il regista – Spera Teresa è il primo progetto ambientato nel contesto post-sismico che mi è sembrato adeguato. E in qualche modo è anche il più estremo, dal punto di vista del linguaggio e dei toni”.

 

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